GESTIONE NATURALE

 
 

GESTIONE NATURALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CONSULENZA

Parte del mio lavoro consiste nel fornire consulenze tecniche e pratiche riguardo le varie tematiche di Gestione Naturale e in particolare riguardo ad alimentazione, gestione e organizzazione degli spazi, utilizzo dei vari materiali per curare i fondi nei paddock, gestione sociale del gruppo di cavalli, o di individui di cui è particolarmente difficile l'inserimento sociale.

GESTIONE NATURALE DEL CAVALLO DOMESTICO



L’attenzione verso le ESIGENZE del cavallo dettate dalla selezione naturale nell’arco di 55 milioni di anni, danno luogo a “un sistema gestionale che ne rendere lo stile di vita il più possibile simile a quello che conduce in natura,  più si riuscirà a soddisfare tali esigenze fisiologiche e maggiore sarà il benessere dell’animale. In questo consiste la GESTIONE NATURALE DEL CAVALLO DOMESTICO”.  Dott. Stefano Sabioni.

La Gestione Naturale comprende vari aspetti e attenzioni


Corretta alimentazione, intesa come sana e personalizzata in base alle esigenze di ogni soggetto
Libero movimento, in termini quantitativi e qualitativi
Socialità intraspecifica
Termoregolazione, cioè come gestire il caldo e il freddo
Posture, durante l’alimentazione ed il lavoro
Piede scalzo, ultimo tassello di una gestione naturale di qualità

Per capire gli aspetti filosofici e pratici della Gestione Naturale vi consiglio la lettura dei molti testi di riferimento, oltre al mio libro Guida al Rispetto del Cavallo, una delle sue tre parti infatti tratta approfonditamente di questi temi. Di seguito trovate una raccolta di interessanti articoli scritti da Stefano Sabioni, da me e altri colleghi professionisti pareggiatori e veterinari.

PAREGGIO DEL PIEDE SCALZO



Su richiesta mi occupo della cura degli zoccoli, aiutata anche da mio marito Eugenio, che mi affianca in questa attività ormai da anni, per gruppi o per i cavalli che seguo nelle lezioni.
Non solo ogni piede è speciale nella sua unicità ma si differenzia anche in base allo stile di vita dell’animale, rispecchiandone le sue abitudini e il suo livello di benessere, per questa ragione la tecnica di pareggio non può trascurare la conoscenza delle esigenze naturali e fisiologiche dell’animale.
Vari studi ed osservazioni di cavalli che vivono in condizioni naturali e di cavalli domestici, hanno permesso di descrivere le categorie comportamentali che un cavallo ha necessità di dover esprimere. Tali comportamenti sono: la socialità, la modalità di alimentazione, le cure corporee, il riposo e il sonno, l’esplorazione, il movimento e la distribuzione sul territorio. Tali funzioni devono essere tra loro in equilibrio tale da garantire il mantenimento della omeostasi etologica e fisiologica. L’omeostasi è definita come “Il raggiungimento di uno stato di stabilità a di costanza della variabilità del corpo, attraverso risposte regolatrici di tipo sia fisiologico sia comportamentale”. Dott. Stefano Sabioni. Quando tali fattori fisiologici non sono rispettati o non si trovano in equilibrio tra loro, si può manifestare la patologie e,  se non viene ripristinata l’omeostasi, il problema cronicizza.
“Ravvicinare il cavallo agli elementi del suo habitat naturale significa consentirgli di riequilibrare le sue difese immunitarie naturali e di raggiungere un corretto metabolismo, a tutto vantaggio di un completo e duraturo vigore fisico. Possono così migliorare perfino patologie croniche  come, per esempio, quelle respiratorie acquisite nel box”. Dott.sa Hiltrud Strasser.
Anche per prevenire tali patologie legate alla gestione tradizionale, si esprime la necessità di rendere lo stile di vita del cavallo domestico il più possibile simile a quella che l’animale conduce in natura.

“Ogni zoccolo è come un piccolo specchio che riflette le forze che hanno agito su di esso e lo hanno plasmato nel corso della vita del cavallo”.  J. Jackson.

Il  pareggiatore naturale deve avere la competenza e la costanza per poter leggere in questo specchio; la tecnica del Barefoot isolata dal contesto  della Gestione Naturale non è di per se efficace, per questo viene definito anche pareggio olistico. L’approccio olistico cerca di considerare l’individuo nella sua totalità biologica, ambientale e psicologica, agendo non solo sugli effetti ma soprattutto sulle cause che li generano.